WhatsApp dovrebbe usare i server di Facebook entro fine anno, ma non ve ne accorgerete

Il primo rumor era già comparso qualche settimana fa sull’account twitter di WABetaInfo, ma oggi è arrivata una nuova conferma anche dalla CNBC, la quale ha riportato le rivelazioni di una fonte attendibile.

Entro la fine dell’anno, l’infrastruttura di WhatsApp potrebbe traslocare dai server della IBM a quelli di Facebook, società proprietaria del servizio di messaggistica dal 2014. Questo trasferimento permetterà a WhatsApp di risparmiare una cifra di circa 2 milioni di dollari al mese, ovvero il prezzo finora pagato per l’affitto dei server IBM.

Cosa significherà questo per gli utenti? Probabilmente nulla, visto che riguarda solo un aspetto tecnico del servizio e non le sue funzionalità, ed è probabile che la maggior parte non noterà alcuna differenza rispetto al passato.

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Già in passato c’erano state polemiche sulle relazioni tra Facebook e WhatsApp, soprattutto riguardo allo scambio di dati tra i due servizi, ma per quanto ne sappiamo finora anche questo aspetto dovrebbe rimanere immutato. I due social a breve condivideranno la stessa infrastruttura, ma rimaranno comunque due entità distinte e separate.

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Android O Developer Preview 3 rilasciata: disponibili factory image e OTA (download)

Il roll-out della nuova Developer Preview 3 di Android O è appena partito. La terza iterazione del firmware sperimentale è particolarmente importante, perché include le API finali del nuovo sistema operativo di Google.

Così come per la DP1 e la DP2, i dispositivi su cui potete provare la nuova DP3 sono Nexus 5X, Nexus 6P, Nexus Player, Pixel C, Google Pixel e Pixel XL.

Potete installare il firmware sia tramite flash della factory image che tramite il file OTA. Gli utenti inseriti nel programma beta che hanno già installato la DP2 riceveranno l’aggiornamento OTA direttamente sul dispositivo nelle prossime ore.

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Vi lasciamo qui di seguito i link diretti per il download e per leggere il changelog completo della nuova versione:

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La nuova Chuwi Hi-Dock ricarica fino a 4 dispositivi USB contemporaneamente

Se avete tanti dispositivi da ricaricare e non volete perdervi tra i mille cavi che affollano la vostra scrivania, Chuwi Hi-Dock potrebbe essere la soluzione perfetta per voi.

Si tratta di una basetta per la ricarica tramite USB, dotata di ben 4 porte a grandezza standard: la prima ha il supporto alla ricarica rapida Quick Charge 3.0, mentre le altre supportano la ricarica fino a 5 V e 2,4 A. Grazie alla tecnologia AiCharge, ogni porta è in grado di riconoscere automaticamente il voltaggio e l’amperaggio da usare.

Ma non è finita qui. Oltre ad un design pulito e sobrio, il Chuwi Hi-Dock si fa apprezzare anche per i quattro flap laterali, in corrispondenza di ogni ingresso USB. Tali supporti consentono di appoggiare lo smartphone, e danno all’utente la possibilità di utilizzarlo anche mentre è in ricarica.

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Per adesso non è ancora stato rivelato un prezzo ufficiale per il dispositivo, ma sembra che Chuwi Hi-Dock sarà disponibile anche in altri colori a partire dalla metà di giugno.

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BlackBerry KEYone non sopravvive al bend test: ecco il suo triste test di resistenza (video)

Se siete fan di BlackBerry, il nuovo test di JerryRigEverything potrebbe mettere a dura prova i vostri cuori. Il celebre youtuber ha provato la resistenza del nuovo BlackBerry KEYone, e le notizie non sono per niente positive. Ma andiamo per gradi.

Il display del KEYone ha una resistenza comparabile a quella di altri top gamma di recente uscita, quindi non dovete preoccuparvi di graffi o segni. Le funzioni touch della tastiera fisica rimangono inalterate anche dopo i graffi, così come accade per il sensore d’impronte integrato sulla barra spaziatrice.

Buone notizie per la cover posteriore, realizzata in un materiale plastico morbido ma più resistente delle aspettative, e lo stesso vale anche per i frame laterali in metallo. Nessun problema per la “prova del fuoco”, a cui lo schermo resiste tranquillamente.

Il vero problema sta però nel bend test, che il KEYone non riesce a superare. Una volta piegato, il display del dispositivo si stacca dalla sua sede e, dopo un ulteriore piegamento verso la parte opposta, smette completamente di funzionare. Un fail in piena regola.

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A quanto pare, l’azienda canadese non ha usato colla o altro materiale adesivo per lo schermo del suo KEYone, che risulta facilmente rimovibile anche in conseguenza a piccole cadute.

Se volete vedere con i vostri occhi la fine del povero BlackBerry, non resta che farvi forza e premere il tasto play sul video che trovate di seguito.

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Zombie, sparatorie e visuale dall’alto sono gli ingredienti di Dead Plague (foto e video)

Dead Plague è un nuovo gioco appena pubblicato dalla società cinese GameSpire, che riprende come tema quello della classica invasione zombie. Un virus letale sta trasformando tutti in morti viventi e il protagonista è uno dei pochi sopravvissuti, incaricato di raccogliere campioni di DNA per contrastare l’epidemia: inutile precisare che lo scopo è, ovviamente, far fuori quanti più zombie possibili e cercare di sopravvivere.

Il gioco si caratterizza per una visuale dall’alto, un buon numero di armi a disposizione e tante morti splatter con sangue che schizza un in giro.

Se siete curiosi di provarlo, potete scaricarlo gratuitamente dai badge qui sotto, magari dopo aver dato un’occhiata a qualche immagine e al video di presentazione (che potete trovare in fondo).

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Spotify lancia Your Summer Rewind: nuova playlist personalizzata per l’estate

Avevate appena dimenticato il tomentone che la scorsa estate aveva infuocato le vostre serate in spiaggia? Ci pensa Spotify a ricordarvelo grazie alla nuova playlist Your Summer Rewind!

Si tratta di una raccolta personalizzata basata sui brani che avete più ascoltato nelle estati passate, con la quale potrete rivivere quei momenti e riascoltare i successi di qualche anno fa. Inoltre, se siete iscritti alla newsletter di Spotify, riceverete una mail con la top 3 dei vostri personalissimi brani estivi, da condividere con i vostri amici.

Oltre alla Summer Rewind, Spotify ha creato anche la raccolta 50 Years of Songs of the Summer, che raccoglie tutti i più grandi successi dell’estate dal 1967 al 2017 basati sulle classifiche Billboard.

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La nuova playlist Your Summer Rewind è disponibile da oggi in 20 Paesi – Italia inclusa – per tutti gli utenti iscritti al servizio prima di giugno 2016. Potete già trovarla sulla homescreen delle app per Android e iOS o sull’interfaccia web a questo indirizzo.

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Honor 9, i rumor confermano le specifiche: Kirin 960, 6 GB di RAM e dual-cam

Se vi servivano altre conferme riguardo alle specifiche del nuovo Honor 9, ci pensa il social network cinese Weibo a fornirle. L’immagine trapelata sul sito espone in maniera abbastanza chiara quello che ormai da qualche mese si ripete nei vari rumor.

Il nuovo Honor 9 dovrebbe montare un SoC Kirin 960, accompagnato da 6 GB di memoria RAM nella sua variante più potente. Sul retro dovrebbe essere presente la doppia fotocamera già vista in numerosi render apparsi nelle scorse settimane, così come il design con il vetro curvo sui bordi posteriori.

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Piccoli indizi anche riguardo al prezzo. Nel mercato cinese, il nuovo top gamma di Honor dovrebbe costare 2.499 Yuan (circa 328€) nella variante 4/32 GB, 2.899 Yuan (circa 380€) per quella da 6/32 GB e 3.399 Yuan (circa 445€) per quella da 6/64 GB.

Per la conferma definitiva di tutte le voci su questo attesissimo dispositivo, vi rimandiamo al prossimo 12 giugno, giorno della presentazione ufficiale di Honor 9 in Cina.

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Google App si aggiorna in beta: primi indizi per le chiamate su Google Home

È da poco arrivata sul Play Store una nuova versione beta dell’app Google, la numero 7.4.15. L’aggiornamento non mostra molte novità in superficie, ma scavando in profondità nell’apk si possono notare alcune interessanti tracce di ciò che potrà arrivare in futuro.

Infatti, grazie al teardown dell’apk effettuato da Android Police, scopriamo che ci sono già alcune stringhe di codice che fanno riferimento alla funzionalità di chiamata attraverso Google Home. Da questi indizi, sembra che il servizio sfrutterà la piattaforma Google Voice e che, almeno per adesso, non potranno essere ricevute chiamate in entrata su Home.

Un’altra linea di codice suggerisce che, in futuro, sarà possibile selezionare il dispositivo sul quale ricevere le risposte di Google Assistant. Probabilmente tale possibilità sarà integrata nella notifica toast che compare sullo smartphone quando ci sono più dispositivi pronti a rispondere.

Riguardo alle nuove notifiche in preparazione per Android O, sembra che anche l’app di Google potrà integrarsi con esse. Tra le righe di codice c’è l’indicazione di una richiesta di accesso alla lettura delle notifiche, che probabilmente sarà utilizzata per includere anche questi contenuti all’interno della ricerca globale fornita dall’app.

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Infine, è presente anche una piccola citazone al 4 luglio, giorno della festa dell’Indipendenza degli USA, per il quale l’app prevede particolari “activitie”.

Se volete scaricare l’app, potete iscrivervi al programma beta e usare il badge che trovate in basso. Altrimenti, potete scaricare l’apk della versione già aggiornata dal seguente link.

Download Google App 7.4.15 beta (APKMirror)

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Monument Valley 2: 5,49€ per un gioco che dura un’ora e mezzo? (recensione)

Recensione Monument Valley 2 – Sul palco del WWDC 2017 c’è stato spazio anche per il seguito di uno dei più celebri puzzle game per dispositivi mobili di sempre. Il primo capitolo fu scaricato da oltre 50 milioni di utenti, e grazie alla sua vendita e a quella della sua espansione, la software ustwo è riuscita a racimolare più di 14 milioni di dollari. Va da sé che la realizzazione di un seguito può risultare un’arma a doppio taglio: da una parte hai una fetta di utenza disposta a pagare a scatola chiusa un prodotto che sicuramente vanterà la qualità del primo capitolo; dall’altra parte hai però a che fare con un’utenza ancora più esigente che si aspetta novità, e magari una longevità più elevata.

A proposito di questo ultimo punto, l’unico difetto che si poteva contestare a Monument Valley era proprio la durata complessiva, che si attestava intorno all’ora/ora e mezzo di gioco, e un grado di rigiocabilità praticamente assente. Vediamo se anche il secondo capitolo ha lo stesso problema di longevità e soprattutto se ci sono novità degne di nota.

Editore ustwo Games Ltd
Sviluppatore ustwo
Piattaforme iOS (9 o successivi), Android (?)
Genere Puzzle game
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Monument Valley 2

Nella nostra video recensione di Monument Valley 2, realizzata con spezzoni di gameplay tratti dalla nostra sessione di gioco su Apple iPad Pro 9.7, riassumeremo i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Tu chiamale se vuoi… emozioni

Monument Valley 2 si propone al giocatore come una storia a sé stante, un capitolo nuovo di zecca che ricalca in buona parte le dinamiche del primo Monument Valley permettendoci però di vivere un’esperienza di fatto sconnessa dagli eventi precedentemente accaduti. Stavolta vivremo quello che potremmo tranquillamente definire come un percorso di crescita nei panni di Ro e della sua giovane figlia. Ro dovrà mostrare alla figlia i segreti della Sacra Geometria, la stessa geometria che abbiamo apprezzato oramai più di 3 anni fa insieme alla principessa Ida. Ma nel tema della crescita è insito anche quello del distacco tra madre e figlia, un passo necessario per la completa maturazione dell’individuo.


Recensione Monument Valley 2 – Nuovi protagonisti, nuove logiche di approccio ai livelli, e quello stile unico e ispirato che caratterizzava il primo livello. Must buy quindi?

Crescita, distacco, maturazione e amore: temi anche stavolta affatto banali, che vengono affrontati con una tecnica narrativa che utilizza il solito stile grafico tanto apprezzato, semplice ma di impatto, coadiuvato da musiche e da effetti sonori tali da risultare altrettanto emozionanti. Il tutto è condito, per nostra fortuna, da alcune nuove dinamiche di gioco che in parte vanno proprio a sfruttare il duo madre/figlia, permettendoci di controllarle talvolta insieme, in modo che i movimenti di una vadano ad influenzare quelli dell’altra, talvolta separatamente. Le logiche di approccio ad alcuni livelli sono quindi differenti e soprattutto gradevoli, mai di difficile apprendimento o frustranti. Difficilmente vi bloccherete in uno dei livelli che compongono Monument Valley 2, e anche succedesse state sicuri che nel giro di qualche minuto riuscirete a decifrare la particolare logica geometrica che si nasconde dietro quel livello. Come diceva Doc a Marty “Tu non pensi quadrimensionalmente!“: non mancheranno illusioni ottiche che stravolgeranno appunto la geometria classica a cui siamo abituati, cambi di prospettiva e quant’altro.

Insomma, sembra tutto perfetto e senza problemi di alcun genere. Persiste però il problema, sempre si possa definire tale, che caratterizzava anche il primo Monument Valley: la longevità. Monument Valley 2 finisce nell’arco di poco più di un’ora, forse un paio se vi soffermate sui dettagli, se vi divertite con la modalità fotografica o se proprio trovate qualche ostacolo che non riuscite a risolvere. Se quindi la bontà di Monument Valley è fuori discussione, rimane da rispondere alla domanda “vale la pena spendere 5,49€ per un’esperienza che dura poco più di un’ora?“.


Recensione Monument Valley 2 – Una scarsa longevità è davvero un difetto o va valutata in relazione a cosa ha da offrire il gioco nell’arco della sua durata?

La risposta ad una domanda del genere è piuttosto soggettiva. Nel nostro caso risponderemmo sì senza indugio, per il semplice motivo che la longevità di un titolo va valutata in relazione a ciò che il gioco ha da offrire nell’arco della sua durata. Ci sono titoli, per le piattaforme più disparate, che offrono decine e decine di ore di gioco e che hanno meno della metà dello spessore di una piccola opera videoludica del calibro di Monument Valley.

Il fatto è che Monument Valley 2, così come il primo capitolo, va visto sotto un’ottica diversa. È sì un videogioco, ma è allo stesso tempo anche una sorta di opera d’arte interattiva che fa esultare occhi e orecchie. È vero, stiamo scendendo troppo nel poetico, ma Monument Valley è ciò che più si avvicina a quella che potremmo definire come poesia videoludica, ermetica (nel senso letterario del termine), talvolta di libera interpretazione, emozionante. E se un giudizio di tipo soggettivo non è sufficiente, per ovvie ragioni, a convincervi, considerate questo secondo capitolo come un buon film: vi terrà incollati alla poltrona per un paio di ore e conserverete gradevoli ricordi a riguardo. D’altronde non è così che funzionano i film? Paghiamo anche più di 8 euro per andare al cinema, stare seduti poco più di un’ora ed uscire dalla sala più o meno soddisfatti, senza il bisogno (tranne rare eccezioni) di rivedere subito il film o di lamentarsi perché è durato poco. Forse tra un anno o tra qualche mese vorrete godervelo nuovamente tra le mura di casa, e lo stesso potete fare con Monument Valley 2: giocarlo tutto d’un fiato, conservare ricordi gradevoli e tra qualche mese o tra un anno reinstallarlo, magari per condividerlo con qualcuno di caro.




9.0

Giudizio Finale

Abbiamo detto a sufficienza. Monument Valley 2 è un acquisto obbligato per chi ha apprezzato il primo capitolo, ed è perfetto anche per chi volesse approcciarsi per la prima volta alla serie firmata ustwo. 5,49€ sono una cifra commisurata alla sforzo creativo che la sua creazione ha richiesto. Dovevamo aspettarci di più dopo 3 anni dal lancio del primo capitolo? Forse, ma non cambia che il risultato finale risulta essere ugualmente emozionante e incisivo. Non ci rimane che aspettare il lancio su Android e magari un primo calo di prezzo per chi proprio non sopportasse l’idea di pagare una tale cifra per un gioco mobile.

PRO CONTRO
  • Emozionante
  • Nuove logiche di approccio ai livelli
  • Comparto audio d’autore
  • Longevità equivalente a quella del primo capitolo
  • Non ancora disponibile per Android

Recensione Monument Valley 2 – Screenshot

Recensione Monument Valley 2 – Trailer

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