Spotify contro gli artisti con brani esclusivi su altre piattaforme

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Secondo quanto riportato da Bloomberg, il noto servizio di streaming musicale Spotify starebbe quasi boicottando gli artisti impegnati nel rilascio di produzioni esclusive su altre simili piattaforme.

Spotify avrebbe negato la presenza nelle playlist speciali a chi ha fornito a piattaforme come Apple e Tidal l’esclusiva sui nuovi brani, ma gli utilizzatori del servizio hanno anche segnalato che tali artisti risultano essere praticamente “sepolti” nei meandri della ricerca interna al servizio di streaming. Tali manovre, negate con vigore, sarebbero attive già da un anno, ma nell’ultimo periodo il tutto sembrerebbe essere stato accentuato.

Spotify, a dispetto dei 2 miliardi di dollari guadagnati, non ha realizzato reali profitti nell’ultimo anno, segno che la nuova concorrenza inizia a farsi sentire. Pensate che riuscirà a fronteggiare con successo questa momentanea bufera?

Artists who have given Apple exclusive access to new music have been told they won’t be able to get their tracks on featured playlists once the songs become available on Spotify, said the people, who declined to be identified discussing the steps. Those artists have also found their songs buried in the search rankings of Spotify, the world’s largest music-streaming service, the people said. Spotify said it doesn’t alter search rankings.

[…] The company has threatened to use its retaliatory practices on lesser-known artists who introduce music on a Beats One show hosted by DJ Zane Lowe, an architect of Apple’s radio service, the people said. One representative of a singer-songwriter said the client canceled plans to debut a song on Lowe’s show because of concern that the artist would lose promotion from Spotify. The agent asked not to be identified, and that the artist not be named, to avoid damaging relationships with the music-streaming companies.

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Impazienti di ricevere Nougat sul vostro Xperia? Compilatelo da soli, con la guida Sony

Sony logo final

Non si tratta ovviamente della versione che (prima o poi) rilascerà Sony, ma di una basata sull’AOSP e priva di personalizzazioni: in questo modo, il produttore nipponico mostra ancora una volta la propria attenzione al mondo del software open source.

Per compilare Android 7.0, avrete bisogno di un ambiente Linux, e degli strumenti elencati nella guida (link alla fonte). Una volta creata la build, avrete bisogno di un dispositivo con bootloader sbloccato per procedere al flash dell’immagine usando fastboot.

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Se tutto andrà come deve, non solo potrete fregiarvi di avere Nougat prima di una buona parte degli utenti, ma potrete dire di averlo fatto da soli. In alternativa, se pensate che questo non sia pane per i vostri denti, è probabile che ora che sono stati rilasciati i sorgenti, qualche intraprendente sviluppatore crei le immagini al posto vostro: probabilmente vi basterà attendere qualche giorno.

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Anche OnePlus One riceve Android Nougat, ma non esaltiamoci troppo

OnePlus

Le cucine di XDA si sono rivelate subito pronte nel portare Android 7.0 Nougat su vari dispositivi non ufficialmente supportati. Tra questi, non poteva mancare OnePlus One, che può già vantare una custom ROM sperimentale basata su AOSP, con kernel di CyanogenMod 13 e qualche commit recente qua e là.

Non possiamo definire la custom ROM come utilizzabile quotidianamente, visto che non sono pochi i bug ancora da limare, ma sembrerebbe confermata la possibilità di root con SuperSU mentre, per quanto riguarda determinate funzionalità non presenti, queste sembrano “rinunciabili”, anche solo per un assaggio veloce di torrone.

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Maggiori dettagli possono essere recuperati direttamente alla fonte, dove sono presenti istruzioni dettagliate relative all’installazione, link al download della custom ROM e lista aggiornata dei bug segnalati. Procederete alla prova di Android 7.0 Nougat su OnePlus One?

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Bucati i server Opera: a rischio account e password di una piccola percentuale di utenti

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Con un post sul blog aziendale, Opera comunica che all’inizio di questa settimana, i server del servizio Sync della società sono stati vittima di un attacco informatico. Le indagini sono ancora in corso, ma sembrerebbe che gli account e le password di una minima percentuale (lo 0,5%) di utenti siano stati trafugati.

Per evitare ogni possibile conseguenza, nonostante si tratti comunque di dati criptati, gli utenti interessati stanno ricevendo in questi giorni delle email nelle quali vengono invitati a reimpostare la password. Se siete utenti Sync e non avete ancora ricevuto nulla, per la sicurezza dei vostri dati vi invitiamo a reimpostare preventivamente la password da questo link.

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Android 7.0 Nougat sembra diminuire “considerevolmente” la durata della batteria di Nexus 5X

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Ogni volta che viene rilasciata una nuova versione di Android, si presenta sempre lo stesso problema: una consistente fetta di utenti lamenta una diminuzione della durata della batteria. La storia si ripete con il rilascio di Android 7.0 Nougat, che per il 47% degli utenti di LG Nexus 5X, ridurrebbe “considerevolmente” la durata utile della batteria.

A rivelarlo è un sondaggio online al quale hanno risposto circa 1.100 utenti: valutazioni di questo tipo lasciano il tempo che trovano, sia per la possibilità di identificare con certezza il campione, sia per la mancanza di uno standard che possa valutare oggettivamente la durata della batteria.

Scavando nell’Issue Tracker dell’AOSP, però, un utente ha trovato due bug, segnalati già a maggio con la developer preview 3 di Android 7.0, che portano appunto alla diminuzione della durata della batteria. Sorprendentemente, i bug non sono stati risolti con il rilascio della versione stabile di Nougat.

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Sembra dunque che anche questa volta gli ingegneri Google dovranno rimboccarsi le maniche e mettere mano al codice per mantenere la promessa di una durata della batteria superiore: nel frattempo, invitiamo i lettori che avessero fatto l’aggiornamento a condividere la propria esperienza nei commenti.

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